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Il Carnevale di Montemarano: Tradizione, Tarantella e Riti dell'Alta Irpinia

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Scopri il fascino del Carnevale di Montemarano in Irpinia, un rito secolare caratterizzato dalla tarantella, maschere storiche e la guida del Caporabballo.

Feste e Sagre
Sito web
0827 63012
Montemarano,
dal 13/02/2026 alle 15:00 al 22/02/2026
Il Carnevale di Montemarano: Tradizione, Tarantella e Riti dell'Alta Irpinia

Il Carnevale di Montemarano, situato nel cuore dell'Alta Irpinia, rappresenta una delle manifestazioni popolari più autentiche e radicate del territorio campano. Questo evento non è soltanto una celebrazione stagionale, ma un rito identitario che coinvolge l'intera comunità del borgo, snodandosi in due fasi distinte che segnano il calendario locale. La festività ha inizio ufficialmente il 17 gennaio, in concomitanza con la ricorrenza di Sant’Antonio Abate, raggiungendo il suo apice durante la domenica, il lunedì e il martedì grasso. Tuttavia, la particolarità montemaranese risiede nel suo epilogo, che avviene la domenica successiva con la cerimonia solenne della Morte del Carnevale, un momento di passaggio carico di forte simbolismo antropologico.

Al centro di questa tradizione secolare si trova la Tarantella Montemaranese, una melodia trascinante e unica che funge da motore ritmico per l'intera manifestazione. Le radici di questo ritmo sono oggetto di studi storici e leggende popolari; alcune fonti suggeriscono che la struttura ritmica sia stata introdotta dai Bulgari durante le antiche dominazioni, per poi essere rielaborata e assimilata dalla cultura locale. Le prime testimonianze scritte risalgono alla fine del XVIII secolo, conservate presso l'archivio parrocchiale della Cattedrale di Santa Maria Assunta. Un documento del 1793 cita le lamentele contro un canonico dell'epoca, Don Pasquale Toni, colpevole di organizzare balli pubblici definiti scandalosi, a dimostrazione di quanto la danza fosse già allora parte integrante del tessuto sociale del borgo.

Durante le sfilate, il borgo si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto dove le maschere si muovono seguendo il ritmo sempre più incalzante degli strumenti. Questa dinamica coreutica non è solo intrattenimento, ma rappresenta una sorta di rivoluzione sociale temporanea. Attraverso le grida liberatorie e l'inversione dei ruoli, la popolazione riafferma una volontà di riscatto che affonda le radici nelle antiche condizioni di povertà e umiltà. La figura centrale che governa questo ordinato caos è il Caporabballo, il direttore del ballo che coordina le schiere dei figuranti. Egli è immediatamente riconoscibile per il suo raffinato abito bianco ornato di pizzi, il mantellino rosso e il caratteristico copricapo a forma di cono. Il bastone che impugna non è un semplice accessorio, ma il simbolo di un'autorità indiscussa, utilizzata storicamente anche per invitare la cittadinanza alla partecipazione attraverso il lancio simbolico di confetti come auspicio di abbondanza.

Accanto al leader della danza, sfilano altre figure emblematiche come 'O Pezzaro, una maschera nata dall'ingegno delle famiglie meno abbienti che confezionavano i costumi utilizzando scampoli di stoffa di recupero, creando un mosaico cromatico di grande impatto visivo. Non mancano poi le rappresentazioni antropologiche del Vecchio e della Pacchiana, i quali incarnano la dicotomia tra la saggezza contadina e la vitalità popolare. Il Vecchio indossa velluti pesanti e cappucci bianchi, mentre la Pacchiana sfoggia vesti tradizionali riccamente decorate, completate dai tipici zoccoli di legno ornati da nastri rossi. Partecipare al Carnevale di Montemarano significa dunque immergersi in un'atmosfera dove la storia dei luoghi, dai vicoli medievali alle eccellenze enogastronomiche locali, si fonde con una danza che non sembra conoscere sosta.

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